Spettacolo tradizionale, un classico burattinesco di fine ‘700, inizio ‘800.
La data simbolica della nascita di Sandrone (come burattino) è il 1796.
Sandrone è sulla pubblica piazza a chiedere la “limosina” (elemosina) perché affamato, senza pensione né assicurazione per la sua carriola.
Il Duca Passerino è infastidito da tale presenza in quanto, la sera stessa, deve dare un ricevimento e attende ospiti molto importanti: duca e duchessa, marchese e marchesa, conte e contessa, prete e arciprete …
Egli invita Sandrone a lasciare libera la piazza altrimenti il duca stesso farebbe brutta figura. Sandrone rivendica il diritto, come libero cittadino (anche se campagnolo) di rimanere in piazza.
Il Duca Passerino (di mantovane origini) chiama Brighella, il proprio maggiordomo, al quale chiede di fare in modo che Sandrone se ne vada.
Brighella spesse volte imbroglia Sandrone con formule magiche assolutamente inefficaci, anzi molto dolorose per la testa del nostro povero eroe.
Il pubblico e Fagiolino si accorgono degli inganni.
Alla fine, Brighella e il duca Passerino … e Sandrone rimane in piazza.
Durata: prologo, spettacolo e animazione finale 60 minuti circa
Necessità tecniche:
palco, palcoscenico, pedana, spazio a terra (preferito) di mt 3×2.
Presa di corrente il più vicino possibile alla baracca dei burattini: 3 kw, 220 v
Montaggio 45 minuti, smontaggio 30 minuti
Luogo coperto in caso di pioggia o neve
Tecnica: tradizionale recitazione a soggetto