Traduzione, in italiano corrente, della “cronica” di “Messer Lancillotto” del terremoto avvenuto a Modena sabato 5 giugno 1501 alle ore 15. A fine pagina il testo originale.
“1501 giorno 5 di sabato alle ore 15
Terremoto grande e meraviglioso e di gran smarrimento: all’inizio rovinò molti merli del vescovado di Modena e ammazzò … di seguito a una donna, nel “mercato delle uova” cadde in testa un merlo di quel palazzo e fu uccisa … bottega di Zohano.
Battista Silingardo, vicino alla bottega, caddero dei merli e ammazzò una persona e ferì gravemente un dito a Pelagardo e i denari di questo banchiere si sparsero per terra. Mai fu visto tanto terrore … Tutta la gente che arrivava a Modena dal Panaro sentì nell’aria un rumore smisurato che a loro sembrava cosa miracolosa come a quelli che da Bologna venivano verso Modena”
Questa è una sintesi della “Cronica” di messer Lancilotto, al servizio di Ercole I° d’Este.
Ercole I d’Este (Ferrara 1431 – Ferrara 1505), figlio di Niccolò III, marchese di Ferrara, Modena e Reggio, succedette al fratellastro Borso il 20 agosto 1471 e fu il secondo duca di Ferrara, al potere sino al 1505. Fu uno dei principali mecenati e uomini di cultura del Rinascimento.
Sulla base della “Cronica” su riportata abbiamo allestito il nostro canovaccio rapportandoci ai terremoti del 20 e 29 maggio 2012 nella nostra amatissima (e assai tormentata) Bassa Modenese.
Durata: prologo, spettacolo e animazione finale 60 minuti circa
Necessità tecniche:
palco, palcoscenico, pedana, spazio a terra (preferito) di mt 3×2.
Presa di corrente il più vicino possibile alla baracca dei burattini: 3 kw, 220 v
Montaggio 45 minuti, smontaggio 30 minuti
Luogo coperto in caso di pioggia o neve
Tecnica: tradizionale recitazione a soggetto
Testo originale di “Messer Lancillotto”
1501 adì 5 de zugno in sabado ad ore 15
“Teramoto grando e meraveioso e di grando smarimento: prima ruvinò molti merli del veschovà de Modena in piaza et amazò… Item una dona a la quale li cadi in el merchà da le ove uno merlo adosso de queli del palazo et più amazò li diti merli del veschovà in tuto…bodega de Zohano.
Batista Silingardo apresse la bagela cadi li merli in parte de dita botega et amazoge uno et scomachò un dito Pelagardo e li dinari del banchero si sparpagnono per tera, non fu mai visto il più grando terore … Item le zente che vignivane da Panaro a Modena sentine per aiara un rumore cusì desmixurato che a lore pariva cossa miraculoxa, il qual vigniva de verso Bologna et vigniva verso Modena”