Questa rappresentazione teatrale è una vera POESIA D’AMORE il cui canovaccio risale, all’incirca, al matrimonio tra Anna Sforza e Alfonso I° d’Este (1491) .
Alfonso I° d’Este è stato il figlio del duca Ercole I d’Este e della principessa Eleonora d’Aragona. Il suo nome di battesimo venne scelto per commemorare il bisnonno, Alfonso V d’Aragona. Anna Maria Sforza, sorella del duca Gian Galeazzo Maria Sforza, col chiaro intento di tessere un’alleanza politica tra le due casate, e le nozze si tennero il 23 gennaio 1491 a Pavia, cinque giorni dopo quelle di Beatrice d’Este con Ludovico il Moro.
Sotto la guida illuminata del padre intanto Ferrara, Modena e Reggio ebbero una notevole rifioritura culturale.
Questa è la Storia con la “S” maiuscola. Ora veniamo alla Leggenda con la “L” maiuscola, da cui è tratto lo spettacolo.
Un principe e una contadinella si vorrebbero sposare ma la strega e il primo ministro non sono d’accordo in quanto il principe è di sangue blu mentre la contadinella ha il sangue rosso. I malvagi organizzano impicci e imbrogli, cattiverie e stregonerie ma alla fine l’amore trionfa. Immancabili le legnate in testa a chi se le merita.
Durata: prologo, spettacolo e animazione finale 60 minuti circa
Necessità tecniche:
palco, palcoscenico, pedana, spazio a terra (preferito) di mt 3×2.
Presa di corrente il più vicino possibile alla baracca dei burattini: 3 kw, 220 v
Montaggio 45 minuti, smontaggio 30 minuti
Luogo coperto in caso di pioggia o neve
Tecnica: tradizionale recitazione a soggetto